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Capitolo 14 - Inevitabile?

Capitolo 14

Inevitabile?


Hiarn si sentì morire, quando vide Greys chiusa in un carro, dietro a quelle sbarre di legno, terrorizzata. Mentre anche loro venivano costretti a salire, ma su un carro-gabbia diverso, due delle creature al servizio del mago si misero davanti alla bambina, che li chiamava urlando.
“Curioso come la vita possa mutare nel giro di poche ore, vero, riahn?” infierì il mago, mentre Griahan veniva chiuso in un carro da solo e un enorme telo veniva calato ad oscurarlo.
Hiarn e Runeel assistettero sgomenti, trovando appena una debole consolazione nel fatto che i soldati del mago – salito personalmente a sorvegliare Griahan in quel carro – li stessero invece spingendo dentro alla gabbia dove era stata messa Greys.
“Zio!” la bambina si lanciò tra le braccia di Runeel.
“Andrà tutto bene, Greys. Ne verremo fuori.”
Hiarn accantonò il più possibile i propri dubbi e scompigliò la testolina castana della cugina. Tutto era successo troppo velocemente e i pericoli cui andavano incontro giganteggiavano ancora più cupi, sapendo Tladis lontana e colpita da quella ignota maledizione.
“Vieni, Greys. Appoggiati a quei sacchi, cerca di riposare” mormorò suo padre, accompagnando entrambi verso un angolo del carro.
I soldati che li sorvegliavano risero, ma non accennarono a volerli separare. Due di loro salirono alla guida dei carri e la marcia riprese subito, senza che ai prigionieri venisse più ricolta la parola.

Dectar raggiunse finalmente il punto di avvistamento più agevole e sicuro.
Aveva lanciato una richiesta di aiuto a due Eterni - che sapeva in viaggio a meno di una giornata dal Palazzo, di ritorno da una missione – ma aveva compreso troppo presto di dover entrare in azione da solo. Non poteva contare sul loro arrivo tempestivo, se voleva che i Dalamor e il riahn avessero una speranza.
“Dobbiamo cavarcela da soli...”
Sapeva cosa fare.

“Non ci sono stati miglioramenti?”
Kerielle scosse semplicemente la testa, salutando poi la donna appena entrata con un cenno della mano. “La maledizione la sta inghiottendo. Lentamente, ma...”
Laurienne Kirion si accostò alla sedia dove Kerielle vegliava.
Un bracciale di argento - l'unico gioiello concessole, in virtù dei giuramenti da lei prestati come Guaritrice - tintinnò al suo scarno polso destro, sotto una manica di colore verde e dai bordi marroni.
Laurienne Kirion portava i capelli neri in una liscia coda bassa, legata da un nastro marrone ad indicare il livello da lei raggiunto nell'addestramento come Guaritrice.
Vedere Kerielle in quelle vesti...materne, quanto meno femminili, era assai sorprendente. Soprattutto per chi, come Laurienne, assegnata all'ordine degli Eterni, ne aveva ricucito quasi ogni parte visibile del corpo da guerriera.
“L'avete portata qui in tempo, Kerielle. Vedrai che il mio maestro riuscirà, anche dove tutto sembra impossibile.”
“Non dire...” Kerielle la fulminò con lo sguardo.
Poteva permettersi una reazione simile solo perché con Laurienne aveva condiviso la sua peggiore missione. Laurienne capiva quello che era il suo timore più profondo, per la figlia di Runeel.
“Non pronunciare questa eventualità può servire ad eliminarla?”
Kerielle si trovò a distogliere gli occhi da quelli grigi e penetranti della guaritrice. “No, lo so. Ma non voglio che si parli già di questa ultima possibilità.”
“E se si rivelasse l'unico modo di salvare la ragazza?”
Kerielle rilasciò le mani, strette a pugno fino a quell'istante. “Devono esserci decine di altre cure possibili, prima di pensare a questa.”
“Ci sono, infatti” annuì l'altra, posando la mano sulla fronte di Tladis. “La presenza del fratello accanto a lei potrà aiutare."
E se il gemello non arrivasse?. Quel pensiero provocò a Kerielle una stretta inaccettabile.
"Ma come Guaritore" riprese Laurienne, alla quale non era sfuggito, "il mio Maestro deve contemplare anche l'eventualità peggiore. Lo sai.”
“Oh, lo so fin troppo bene” fu il mormorio di risposta. “Sono ingiusta, lo so. Soltanto...io sono arrivata ad accettare il tutto. Sono arrivata ad accettare i cambiamenti. E' stato difficile per me. Laurienne, io ero molto più grande, quando tu non hai avuto altra scelta per salvarmi la vita. Lei ha appena quindici anni.”
Laurienne sentì la propria labile pazienza venir messa duramente alla prova.
Molti membri del suo Ordine continuavano a chiedersi dove avesse trovato il tempo di studiare negli anni dedicati all'apprendimento e alla teoria, visto che la sua cocciutaggine e la sua lingua tagliente le avevano assicurato spesso la permanenza nell'area degli insegnanti, china sul pavimento da far risplendere per punizione, o intenta tra gli scaffali di libri, ma per sottrarli alla polvere del tempo.
Eppure, nessuno si sarebbe mai azzardato a negare che aveva raggiunto livelli di padronanza degli incantesimi curativi invidiabili. Soprendentemente, considerando la sua capacità di sfornare battute che erano autentiche frecciate al veleno, Laurienne era anche modesta e umile quando si trattava di lavorare per arricchire la propria competenza sapeva essere l'osservatrice e giudice più severa di se stessa.
L'altra faccia di quella empatia - che l'aveva resa la miglior studentessa delle ultime due generazioni – era la sua incapace di andare d'accordo con chi non le avesse dato fin dall'inizio una buona impressione.
Svariati insegnanti avevano tentato di limare questo aspetto del suo carattere. A lei piaceva far credere loro che fossero riusciti nell'intento, ma Kerielle sapeva che non era così. Laurienne era abbastanza grande e si conosceva abbastanza bene da sapere come trattenersi, tutto qui.
L'una conosceva profondamente l'altra, nessuna delle due cercava veramente di cambiare l'amica, anche se questa avrebbe accettato solo da lei una ramanzina con i fiocchi. Ed era quello che occorreva ora a Kerielle, pensò la Guaritrice.
“Se dovrà imparare a convivere con le conseguenze che hai accettato anche tu, lo farà. Non puoi sottovalutarla. Se dovrà accadere, Tladis avrà bisogno del nostro aiuto, non di pietà."
Kerielle rimase in silenzio.
"So perché hai questa rabbia, dentro. Sei stata nella cella di Uriordin, vero?"
"Stai insinuando che non riesco a controllarmi?"
"Sto dicendo che ti capisco." La Guaritrice prese una mano dell'altra, un tocco leggero, una manifestazione di affetto che nessuno avrebbe tentato, con l'Eterna. "Non sono tua nemica, Kerielle."

Continua...
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