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Capitolo 13 - Tracce di un piano

Capitolo 13

Tracce di un piano


Di fronte a quella creatura distorta dalla magia, soltanto la rabbia che provava aiutò Hiarn a non cedere e a non lasciar cadere il pugnale.
Da dove venivano? Cosa volevano da loro?
Lo strano turbante sulla testa, percorsa da tagli e orrende bruciature, non riusciva a nascondere il macabro spettacolo dato da quei mostri. Ferite purulente e slabrate si estendevano anche sul collo e sugli arti con cui altre creature identiche si avvicinarono a tentare di afferrare Greys.
“Noo!” gridò Hiarn. Affondò velocemente il pugnale nella spalla dell'aggressore.
Fu l'essere che lui aveva tenuto lontano fino a quell'istante dal carro a colpirlo, rivelando una forza impressionante per l'esile costituzione e l'aspetto macilento del suo corpo, quasi arrampicato su per il fianco del carro.
Il pugno fece accartocciare Hiarn su se stesso, seguito da un secondo di tale violenza da sbaragliarlo contro il lato opposto e farlo cadere oltre.
Quando si ritrovò schiena a terra, separato da Greys che urlava inutilmente, uno stivale premuto sul suo sterno impedì a Hiarn qualsiasi movimento.
“Il ragazzino fa paura...” rise il mago che fronteggiava suo padre. “Temo di averlo sottovalutato, decidendo di segnalare voi altri come i più pericolosi.”
“E' soltanto un ragazzino” replicò Runeel.
Hiarn respirava a fatica, la spina dorsale percorsa da lunghe fitte di dolore. Si sentiva venir meno e non poteva permetterselo. Non poteva farsi dividere così da Greys. La cercò con lo sguardo, ma non poté vederla in alcuna direzione.
L'odore marcescente che proveniva da quegli esseri gli rivoltò lo stomaco.
“Che schifo!” commentò disgustato chi lo costringeva a terra.
“Non perdete tempo.”
Con un cenno, il mago ottenne l'attenzione dei suoi servitori. “Immobilizzate il rihan, prima degli altri. La costa è lontana giorni di viaggio e non voglio problemi. Ce ne darà già abbastanza spillare un prezzo vantaggioso per ognuno di loro.”
“Maledetti esseri!” Nulla frenò questa volta Runeel Dalamor, che aveva davanti l'unica occasione di eliminare il mago. Questi tese di nuovo il braccio, come ignorandolo. A meno di due passi da loro, Griahan cadde a terra, contorcendosi agonizzante, senza riuscire ad opporre un proprio incantesimo.
“Ti ricorda qualcosa, Generale Dalamor?” insinuò lo stregone quasi dolcemente, liberandosi del mantello mentre i due ragazzi venivano sollevati di peso e condotti nella stessa direzione dove era stata portata Greys.
“Getta la spada a terra, Generale, e potrai stare con loro almeno fino a che non sarete venduti.”
"Non servirà a nulla, Jagarax. Voi avete sciolto i sigilli sulla profezia che rischia di distruggere Merridion, ma che eliminerà per sempre anche voi."
"La magia non può avere fine, stolto!" la furia deformò quella che finora era stata una maschera divertita. "Cammina!"
Runeel si guardò attorno, disperato. Quegli esseri sembravano moltiplicarsi, nascere dagli alberi e dalle zone d'ombra tra essi.
Le sue dita si aprirono e l'arma cadde a terra, sul sentiero ormai quasi gelato. Non poté fare altro che guardare Hiarn venire trascinato davanti a lui, ed essere spinto a seguirlo dal mago, che avrebbe chiuso la fila per controllarli tutti quanti.

Kerielle varcò la soglia della piccola cella, dove Uriordin sembrava averla attesa, perfettamente desto e vigile anche dopo la sessione giornaliera di interrogatori.
La mente della donna era colma di reazioni contrastanti, quando si fermò davanti al prigioniero. Attese che il sorriso che ben conosceva comparisse sul volto emaciato, per rivoltarglielo con uno schiaffo. Un altro, un altro.
Sorda alle sue risate, lo prese per il collo della rozza tunica e lo sbatté con la schiena al muro, al quale i polsi e le caviglie incatenati lo costringevano già in piedi.
“So cosa vuole ottenere il tuo padrone” inveì a denti stretti, spingendolo a guardarla negli occhi.
“Ma non potrà andare avanti nel suo piano, senza il suo migliore servitore.”
“Io sono pronto a morire, a differenza del sangue degli Eterni” replicò ridendo Uriordin. “E' questo che sfugge a te. La piccola Tladis è pronta a morire?”

Continua...
Tags: capitolo 13
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